


POESIE PER LA PACE
18 giugno 2024
L’ANTITESI
Trasfigurato lo sdegno in dimenticanza,
in ricerca di colpevoli certi o presunti
a ricoprire come neve immacolata
e fresca coscienze da sbiancare.
Il caso ha giocato a sparpagliarci
per le terre del mondo.
l’Uomo gioca con la vita dei simili,
in nome a volte d’un un macabro Olimpo,
d’amore universale sconvolgente antitesi.
RESPIRO STRAPPATO
Poco importa allo sguardo di madri,
di padri disperati,
a questo punto da che parte sia il giusto,
ammesso che in assoluto esista.
Dolore che squarcia il petto
respiro strappato a chi donò il respiro.
Aria rarefatta oggi non concede tregua
in giorni senza più albe, pregne d’atroci lutti.
LO STESSO TELO
Nel teatro esasperante copione.
Grottesche maschere, ballo tribale
a saltare sul fango che cola
dal loro immondo essere.
Ponzi Pilato in processioni
contriti laveranno le coscienze,
nello stesso telo ad asciugare
mani imbrattate di sangue.
TERRA SENZ’ANGOLI
Non ci stancheremo di cercarla,
una Terra senz’angoli.
Si nasce per caso, sulla scena propizia.
Figli dello stesso cielo
respingeremo in gola l’affanno,
armati solo d’un filo d’erba.
NUOVE RETTE
Sembra impassibile e fulgida la luna,
nella sua perfetta rotondità.
Presagio di un giorno di sole a venire
è il profondo blu.
Vorrei capire dove l’inizio
e se davvero in questa umana Storia
si possano tracciare nuove rette
a volte parallele, altre volutamente intersecanti
senza alcun danno vicendevole arrecarsi,
se possa emergerne un dipinto
screziato di luci, implemento di superbo progetto.
Intanto sogno l’immenso della bellezza
che dagli animi liberi da catene
e in un mondo d’autentica,
giusta pace potrebbe scaturire domani.
SULLE TERRE DI CONFINE
Ci s’incontra, sulle terre di confine,
dove le cime s’intersecano al cielo
e l’acqua pura sgorga dalla roccia
nel ritmico pulsare del cuore del monte,
dove il sole dorme più tardi
ma le stelle su in alto sono le stesse
a mostrarci la storia già passata,
a farci sognare l’universo che sarà.
Ci s’incontra, sulle terre di confine,
dove calpesti solo una spiaggia più vasta,
dove il tempo è gioco d’Uomo,
la distanza convergenza continua
tra meta raggiunta e nuova partenza.
Ci s’incontra, sulle terre di confine,
dove non servono parole a spiegare,
occhi che leggono silenzi e pensieri
in discontinua alternanza di flusso
ma in cadenza perfetta di cuore.
SCIA A POPPA
Sia viaggio gioioso la traversata.
Sia solo candida scia a poppa
ciò che si lascia alle spalle
nell’azzurro di un giorno di sole
verso nuove terre da scoprire.
Possa estendersi lo sguardo
ad altre sponde respirandone aromi,
assimilarne cromie, paesaggi e orizzonti.
Solchi il cielo quell’aereo
solo per ridurre le distanze
e spargere semi di pace.
Sia anche il viaggio per terra
colmo di meraviglia e soste felici,
riposo dal lungo cammino
e d’insolite architetture segua
con un dito la magia delle forme.
Emma Di Stefano
18/6/2024
