La cultura ha un ruolo fondamentale nel nostro presente considerandola non esclusivamente nell’aspetto di “conservazione” del passato ma come forza attiva, capace di modificare la realtà.
La cultura è linguaggio universale per eccellenza, fattore di sviluppo oltre che di integrazione.
La cultura in primo luogo ci rende consapevoli del luogo in cui viviamo, della sua storia ma con la cultura si impara soprattutto a costruire una società migliore.
Ci salva dalla povertà educativa, dalla disgregazione sociale, dai conflitti interetnici, combatte l’illegalità rinsaldando principi morali, genera condivisione e costruzione di nuovi legami. La cultura è il fondamento stesso della comunità civile.
La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa, non come possesso di nozioni, ma come capacità di orientarsi in un contesto, di comprenderne le logiche di riferimento e di incidere su di esse, di fronteggiare le situazioni di fronte alle quali l’esistenza ci pone nel quotidiano.
Il ruolo delle istituzioni culturali è e sarà sempre più prioritario se esse saranno capaci di intercettare i bisogni culturali dei cittadini e di responsabilizzarli all’adozione di stili di vita più virtuosi, più improntati alla conoscenza, alla consapevolezza e alla condivisione.
La cultura e i suoi presidi come biblioteche, musei, pinacoteche, i centri d’aggregazione e di documentazione, i teatri, le manifestazioni culturali ad ampio raggio, con sempre maggiore accessibilità a tutti rivestono un ruolo essenziale di partecipazione civile. I cittadini hanno la possibilità d’incontrarsi, di condividere interessi e di confrontarsi in un processo incrociato generativo, costruzione di idee innovative per il miglioramento della nostra società.
Soltanto a partire da una rinnovata percezione del valore della bellezza, della cultura e del bene comune sarà possibile costruire un futuro più inclusivo, equo e sostenibile per noi tutti.
Emma Di Stefano
