
Da qui tutto pare espandersi:
aria, acqua e orizzonte in sintonia,
protesa è la terra, verdi braccia alla volta dell’ovest.
Giocano a rincorrersi le vele,
disegnano straordinarie danze candidi gabbiani,
per nulla turbati dall’umano sguardo ammirato.
Quali sogni agitati visse la notte prima
che la straordinaria avventura vedesse l’aurora?
Tracciò forse Da Gama la rotta dalle costellazioni,
dalla cima delle maestose vestigia schizzate di sale?
Quali i pensieri di gloria e i più segreti timori
del naufragio tra gli abissi?
S’infrange l’onda contro l’antica pietra,
orgoglio di fiero popolo a celebrare grandezza,
si spacca in due metà che aggirano la torre,
d’allontanarsi fingono, invece repentine
chiudono un cerchio con l’impeto di un bacio.
Dal libro DELL’INFINITO IL PARADOSSO di Emma Di Stefano-

